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Galilee [it]

Электронная книга - «Galilee [it]». Краткое содержание книги:

Una saga grandiosa in bilico fra realtà e soprannaturale dove si intrecciano i destini di due famiglie — una di stirpe divina, l'altra umana ma potentissima — divise da sempre da un odio atavico. E quando scatta il colpo di fulmine tra Rachel e Galilee, i discendenti delle due dinastie, gli antichi rancori riemergono scatenando una travolgente guerra dei mondi attraverso il Tempo e lo Spazio. Tradimenti, lussuria e magnifiche visioni metafisiche in una storia di linee di sangue intrecciate che riflette i conflitti celati nella nostra anima più segreta.
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La signorina Morrow non era più priva di sensi ma rispondeva con immenso vigore alle attenzioni dei suoi violentatori. Ormai il ragazzo era nudo e sedeva a cavalcioni sul petto della giovane, strofinandole tra i seni la sua piccola verga, mentre Maybank si soddisfaceva tra le sue gambe che aveva scoperto lacerandole l’elegante vestito di seta.

Quella scena era assolutamente bestiale ma voglio essere sincero: ero eccitato. Infuocato, per la verità.

Dopo anni di malattia e cadaveri, ero felice di vedere della carne sana che sudava un sudore sano. Il frastuono del loro mutuo piacere riempiva la stanza, riecheggiava tra le pareti creando l’illusione che fossero dieci e non tre gli amanti che stavo guardando. La testa ha cominciato a girarmi e mi sono voltato per scoprire che Nickelberry era tornato al tavolo con Olivia, che si era spogliata per lui. Lui pareva un bambino avido mentre immergeva le mani in dessert cremosi che poi spalmava sullo splendido petto della donna. Lei sembrava piuttosto felice di quel trattamento e si premeva contro il seno il volto del cuoco, in modo che le leccasse via la crema dalla pelle.

La vedova Harris è venuta da me e mi ha offerto la sua carne. Ho declinato. Lei mi ha subito detto che non potevo. Se ero in grado di darle piacere, ero obbligato a farlo. Era la legge.

Io ho risposto che ero un uomo sposato, al che lei è scoppiata a ridere e ha detto che in quel luogo non importava ciò che un uomo o una donna erano stati prima di entrarvi, che tutte le storie personali venivano dimenticate e che una persona poteva essere ciò che desiderava.

Allora questo non è il mio posto, ho replicato. Sei così orgoglioso di quello che eri là fuori?, mi ha chiesto con il volto arrossato. Sei sfuggito al tuo dovere; hai perso la tua famiglia e la tua casa. Vali meno di me là fuori. Pensaci! Tu che eri così nobile, ridotto a meno di una vecchia e brutta vedova.

Rabbioso e ubriaco, l’ho schiaffeggiata, con forza. Lei è andata a sbattere contro il muro, strillandomi oscenità che non avrei mai creduto possibili. Io ho scagliato a terra la bottiglia che stavo bevendo e per un istante, pensando forse che intendessi infierire su di lei, la vedova ha smesso di gridare. Ma, non appena le ho voltato le spalle, lei ha ricominciato, seguendomi come una furia. Confuso dall’alcool e desideroso di liberarmi di quella donna, mi sono smarrito. La strada, che credevo mi avrebbe condotto fuori dalla casa, mi ha invece portato a una rampa di scale immersa nell’oscurità. Ho cominciato a salire, barcollando, e a metà della rampa mi sono accovacciato tra le ombre. La vedova non mi aveva notato e io l’ho vista passare mentre continuava a maledirmi.

Sono rimasto ad aspettare, rabbrividendo non per paura della vedova ma per il dolore che aveva acceso in me con ciò che mi aveva detto. La donna aveva ragione, lo sapevo. Non sono niente ormai. Sono meno di niente.

E poi, come se avessi pronunciato ad alta voce la mia sofferenza, in cima alle scale è comparso un uomo e ha abbassato lo sguardo su di me. No, non su di me; dentro di me. Non avevo mai sentito uno sguardo come quello. All’inizio ne ho avuto paura, come se l’uomo avesse potuto usarlo per uccidermi.

Ma poi l’ho visto scendere qualche gradino. Si è seduto e con calma ha detto: “Un uomo che non è niente, non ha niente da perdere. Sono Galilee. Benvenuto”, e io ho avuto la sensazione di aver trovato una ragione per vivere.

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