Il ladro di corpi [The Tale of the Body Thief - it]
- Автор: Райс Энн
- Серия: Cronache dei vampiri #4
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Longanesi
- ISBN: 978-88-304-1915-5
- Переводчик: Cristina Messori
- Жанр: Ужасы
Электронная книга - «Il ladro di corpi [The Tale of the Body Thief - it]». Краткое содержание книги:
È la solitudine, la “maledizione” che si è impadronita di Lestat, affascinante e incontrastato principe del cupo universo dei vampiri. Sulla dolorosa, inarrestabile onda di quella solitudine, Lestat ha accarezzato un bruciante desiderio: rinascere come mortale, liberandosi del suo corpo di “non-morto” e impadronendosi invece di un corpo “vivo”, per dimenticare la sua condizione di tenebroso viaggiatore della notte e riprovare l’ebbrezza dei sensi umani, avvertire di nuovo sulla pelle il calore del sole, vivere il giorno in tutte le sue ore, non soltanto tra il crepuscolo e l’alba. E qualcuno, quel desiderio, può renderlo realtà, soddisfacendo così anche il proprio anelito a diventare vampiro, almeno per un breve periodo: l’ammaliante Raglan James, il Ladro di Corpi, che da tempo insegue Lestat lasciando dietro di sè tracce e indizi delle sue straordinarie ed enigmatiche capacità. Il Ladro di Corpi si rivelerà ben presto più sinistro e malvagio di qualsiasi demone e trascinerà Lestat in un viaggio interminabile, da New Orleans a Barbados, da Miami alla giungla amazzonica, costringendolo altresì a riscoprire ciò che aveva dimenticato da secoli: la sofferenza e l’angoscia insite nella natura umana…
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Anne Rice
Il ladro di corpi
Ai miei genitori, Howard e Katherine O’Brien.
I vostri sogni e il vostro coraggio saranno sempre con me.
Navigando verso Bisanzio
Quello non è un paese per i vecchi. I giovani
abbracciati uno all’altro, gli uccelli sugli alberi
— ah queste generazioni morenti! — intenti a cantare,
cascate di salmoni e mari affollati di sgombri,
carne, pesce, o uccelli, lodano per tutta l’estate
ciò che è generato, che nasce, e che muore.
Rapiti in quella musica dei sensi, tutti trascurano
i monumenti del pensiero senza tempo.
Un vecchio non è che una misera cosa, un lacero
cappotto su un bastone, a meno che l’anima
non batta le mani e canti, e canti più forte
per ogni strappo nel suo abito mortale,
e non c’è scuola di canto che non sia lo studiare
i monumenti della nostra magnificenza;
per questo io varcai i mari e giunsi
alla sacra città di Bisanzio.
O saggi, voi che state fissi nel sacro fuoco di Dio
come incastonati in un mosaico d’oro su di una parete,
uscite dal fuoco sacro, roteando in fila a spirale,
e siate i maestri di canto della mia anima.
Consumate il mio cuore che malato di desiderio
e avvinto ad un animale morente
non conosce se stesso; e accoglietemi
nell’artificio dell’eternità.
Una volta fuori della natura, io non prenderò più
la mia forma corporea da alcuna cosa naturale,
ma come una di quelle forme che orafi greci
fanno d’oro battuto e foglia d’oro
per tenere sveglio un Imperatore assopito,
o in cima a un ramo d’oro; posato a cantare
ai signori e alle dame di Bisanzio
di ciò che è passato, che passa, o che verrà.
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